Su esortazione da parte di 2 mie care lettrici,oggi provo a scrivere qualcosa.
Ci "provo",appunto.Perchè ho avuto una specie di blocco.Non che non avessi idee su cosa scrivere,ma è come se tutte le parole dovevano passare da una porta contemporaneamente,tutte assieme,incastrandosi.
Volevo scrivere delle responsabilità,dell'esperienza e qualche altro concetto di cui mi piace darvi la mia personale opinione.Ma niente.
Ma andiamo oltre.Non so se qualcuno di voi ha pregato per me,ha pensato "si dai,in fondo se lo merita" oppure è stata una semplice coincidenza,ma è arrivata una Rossa.
Si,una di quelle di cui vi parlavo nel mio ultimo post,una bella ragazza dai capelli rossi.E,come tutte le ragazze,qualsiasi sia il loro colore dei capelli,mi ha portato un sacco di problemi.
In primis,non me l'aspettavo.Poi,avevo dimenticato che cosa si prova quando ti piace una persona.È come un puntino che ti entra nella mente e non se ne va,un puntino che ti fa pensare cose che normalmente non penseresti.E,dulcis in fundo,i problemi tecnici.
Mi piace raccoglierli in questa categoria.Sono tutte quelle difficoltà,dirette od indirette,che molto spesso ti impediscono di frequentare una persona.Tipo una relazione che ancora non hai dimenticato,quel periodo di tempo che vorremmo prenderci per noi stessi,la distanza,amici che sconsigliano etc...
Ma il particolare di questi problemi è che,per me,uno è già troppo ma,nonostante tutto,mi piace affrontare ogni sfida.Fanculo le conseguenze.
Domani c'è la "prova del 9".Abbiamo deciso di uscire.La "prova del 9" ovviamente mi servirà per capire se,al di là dei problemi tecnici,posso essere in grado di tener testa ai suoi difetti.
Ora vi spiego:ho una dote non tanto particolare,ma è difficile da trovare in giro.Parlando,almeno qualche volta,con una persona,riesco a capire com'è.Certo,non nei dettagli,ma con la massima precisione,posso descrivere una persona,definendo per bene e chiaramente il suo carattere.E,tornando a lei,ho già capito com'è,ma niente che non possa risolvere.Però vi stupireste nel vedere cosa c'è dietro quella facciata gentile e cortese,davvero.Sono rimasto sbalordito anch'io.
Ecco,mentre sto scrivendo,ho avuto un'altra idea per un post...
Comunque,un appello:sto cercando dei blog da seguire e vorrei che me ne consigliaste uno,a vostro piacimento,magari uno che vi piace in particolar modo,ecco.
Infine,voglio solo dirvi (e non facendo promesse) che appena avrò un po' di tempo,mi va di fare un post alla vecchia maniera.Il problema è il come.È che ci vuole una situazione particolare,non definita...ma ci proverò.
Alla fine ho scritto abbastanza,e quasi tutto in connessione col titolo...Mi stupisco di me...
A presto!
mercoledì 18 aprile 2012
giovedì 15 marzo 2012
Mannaggia
Si si,ok,avete ragione.
Un mese senza scrivere post o commenti è eccessivo.Ma non credo che la cosa abbia influito molto sulla vostra quotidianità.Anzi,penso che alcuni di voi non se ne siano neanche accorti.
Il fatto è che ho poco da raccontare,anche se qui non ho mai,tranne in un post,raccontato niente.Ho sempre e solo scritto le mie opinioni riguardo un qualcosa in generale ma,visto il timbro serio e profondo dei miei post,avevo pensato di smettere per un po'.
Non che non mi piacesse scrivere di quelle cose,assolutamente.Ci sono dei post che mi sono riusciti piuttosto bene e hanno avuto anche la vostra approvazione,di cui ovviamente vado orgoglioso,ma mi mancava qualcosa.
E mi manca ancora.Una spinta,un'emozione,una scossa.Penso che devo trovarmi una ragazza.
Una di quelle cose che si può raggruppare nella categoria "Più facile a dirsi che a farsi",perchè non solo devo trovarmi una tipa,morosa,zita,etc.,ma ne devo trovare una che mi sopporti.È un dramma,intendiamoci!
Poi non sono un tipo esigente:la vorrei un po' testarda,estroversa e che ogni tanto mi zittisca.Si,l'ultimo aspetto è un po' strano,ma mi spiego meglio:sono uno che ha sempre l'ultima parola e chi è come me in questo aspetto,forse è riuscito a collegare le due cose.Passando oltre,non mi dispiacerebbe se si tenesse informata su politica e altri fatti d'attualità e dovrebbe essere obbligatoriamente una tipa passionale(sono uno Scorpione,cosa volete che faccia?)
Ovviamente i punti sopra elencati andrebbero a farsi fottere se la tizia in questione sarebbe una ragazza carina con i capelli rossi.Mi permetto di fare un breve accenno sulla cosa:alcuni trovano eccezionale,ma che rasenta il morboso,quello che mi accade quando vedo una bella ragazza con i capelli rossi.Potrei farvi parlare con un paio di persone che testimonierebbero senza problemi la capacità di accorgermi della presenza nelle vicinanze di una rossa.È una cosa grave,lo so.
Spero di avervi fatto sorridere almeno un po',anche se non mi sono inventato nulla.
A parte questo,cercherò di tornare più attivo in questo nostro mondo virtuale,leggendo tutte le vostre vicende e dandovi piccoli consigli quando li cercate.Sarebbe bello se Blogger organizzasse una convention nazionale per noi inguaribili scrittori improvvisati,magari così incontro qualcuno di voi che mi fa tanto sorridere con le sue piccole vicende e conoscere quelli che gettano i loro dubbi nei post.
Comunque ora vi lascio,perchè devo ancora decidere cosa cucinare,cioè il dramma di ogni giorno.
Un mese senza scrivere post o commenti è eccessivo.Ma non credo che la cosa abbia influito molto sulla vostra quotidianità.Anzi,penso che alcuni di voi non se ne siano neanche accorti.
Il fatto è che ho poco da raccontare,anche se qui non ho mai,tranne in un post,raccontato niente.Ho sempre e solo scritto le mie opinioni riguardo un qualcosa in generale ma,visto il timbro serio e profondo dei miei post,avevo pensato di smettere per un po'.
Non che non mi piacesse scrivere di quelle cose,assolutamente.Ci sono dei post che mi sono riusciti piuttosto bene e hanno avuto anche la vostra approvazione,di cui ovviamente vado orgoglioso,ma mi mancava qualcosa.
E mi manca ancora.Una spinta,un'emozione,una scossa.Penso che devo trovarmi una ragazza.
Una di quelle cose che si può raggruppare nella categoria "Più facile a dirsi che a farsi",perchè non solo devo trovarmi una tipa,morosa,zita,etc.,ma ne devo trovare una che mi sopporti.È un dramma,intendiamoci!
Poi non sono un tipo esigente:la vorrei un po' testarda,estroversa e che ogni tanto mi zittisca.Si,l'ultimo aspetto è un po' strano,ma mi spiego meglio:sono uno che ha sempre l'ultima parola e chi è come me in questo aspetto,forse è riuscito a collegare le due cose.Passando oltre,non mi dispiacerebbe se si tenesse informata su politica e altri fatti d'attualità e dovrebbe essere obbligatoriamente una tipa passionale(sono uno Scorpione,cosa volete che faccia?)
Ovviamente i punti sopra elencati andrebbero a farsi fottere se la tizia in questione sarebbe una ragazza carina con i capelli rossi.Mi permetto di fare un breve accenno sulla cosa:alcuni trovano eccezionale,ma che rasenta il morboso,quello che mi accade quando vedo una bella ragazza con i capelli rossi.Potrei farvi parlare con un paio di persone che testimonierebbero senza problemi la capacità di accorgermi della presenza nelle vicinanze di una rossa.È una cosa grave,lo so.
Spero di avervi fatto sorridere almeno un po',anche se non mi sono inventato nulla.
A parte questo,cercherò di tornare più attivo in questo nostro mondo virtuale,leggendo tutte le vostre vicende e dandovi piccoli consigli quando li cercate.Sarebbe bello se Blogger organizzasse una convention nazionale per noi inguaribili scrittori improvvisati,magari così incontro qualcuno di voi che mi fa tanto sorridere con le sue piccole vicende e conoscere quelli che gettano i loro dubbi nei post.
Comunque ora vi lascio,perchè devo ancora decidere cosa cucinare,cioè il dramma di ogni giorno.
lunedì 6 febbraio 2012
Il maleficio del dubbio
Secondo me,il titolo già basta per esprimere bene quello di cui voglio scrivere.Lo ritengo esauriente,davvero.Ma in poche cose sono un minimalista,specie nello scrivere.
Casualmente si tratta di nuovo di una piccola modifica apportata ad un comune modo di dire,come l'ultimo mio post.Ma è da un po' che voglio scrivere a riguardo,solo che non mi è mai venuta in mente una serie di parole adatta a farlo.Ci provo.
Certo,sono sicuro che questa è una cosa che riguarda tutti,perchè basta il semplice atto del "pensare" per trovarci di fronte al dubbio.Evitiamo battute sul fatto che per alcuni sembra difficile pensare:credo sia banale.
Ma andiamo avanti.Quei "e se..." e quei "ma se invece..." che alle volte ci rendono difficile il semplice addormentarsi,quelle parole non dette da labbra da cui momentaneamente pendiamo,quei gesti che forse si fraintendono o forse no.Ecco di cosa parlo.
Ma anche quelle scelte difficili,quegli sguardi ambigui e,insomma,tutto quello che ci è capitato almeno una volta e ci porta davanti alle porte del dubbio.
Maledetto dubbio.Che ci frena,ci inibisce,ci assilla.
Sia che riguardi la scelta di parlare con una persona a cui teniamo,sia invece a proposito di restare o partire.Maledetto dubbio.
Il peggiore?Quello in campo sentimentale ovviamente.Perdonare o no,buttarsi o no,tentare di ricostruire o no.
Ma badate:dopo il dubbio,c'è sempre la certezza.
Se tutto andrà bene,state certi che più in là penserete che anche il dubbio è stato un bel momento vissuto.
Se,invece, non sarà così,state certi che prima o poi troverete quello che cercate,prima fra tutte la volontà di andare avanti.E sapete perchè?Perchè,se fate un passo indietro,tra il dubbio e la certezza,troverete la vostra vera forza,una cosa che sarà il motivo del vostro orgoglio per voi stessi,perchè vi siete dati coraggio e audacia per voler rischiare:la forza di scegliere.È nobile per me colui che si mette in gioco,che rischia un qualcosa,che infine sembrerà poco,per ottenere molto di più.È nobile per se stessi fare una cosa del genere,perchè essere sicuri in noi stessi è un fattore che viene da noi e deve basarsi su di noi,perchè se si basa sugli altri,prima o poi verrà a mancare,e fine dei giochi.È sempre stato così.
Mettiamoci in gioco.
Casualmente si tratta di nuovo di una piccola modifica apportata ad un comune modo di dire,come l'ultimo mio post.Ma è da un po' che voglio scrivere a riguardo,solo che non mi è mai venuta in mente una serie di parole adatta a farlo.Ci provo.
Certo,sono sicuro che questa è una cosa che riguarda tutti,perchè basta il semplice atto del "pensare" per trovarci di fronte al dubbio.Evitiamo battute sul fatto che per alcuni sembra difficile pensare:credo sia banale.
Ma andiamo avanti.Quei "e se..." e quei "ma se invece..." che alle volte ci rendono difficile il semplice addormentarsi,quelle parole non dette da labbra da cui momentaneamente pendiamo,quei gesti che forse si fraintendono o forse no.Ecco di cosa parlo.
Ma anche quelle scelte difficili,quegli sguardi ambigui e,insomma,tutto quello che ci è capitato almeno una volta e ci porta davanti alle porte del dubbio.
Maledetto dubbio.Che ci frena,ci inibisce,ci assilla.
Sia che riguardi la scelta di parlare con una persona a cui teniamo,sia invece a proposito di restare o partire.Maledetto dubbio.
Il peggiore?Quello in campo sentimentale ovviamente.Perdonare o no,buttarsi o no,tentare di ricostruire o no.
Ma badate:dopo il dubbio,c'è sempre la certezza.
Se tutto andrà bene,state certi che più in là penserete che anche il dubbio è stato un bel momento vissuto.
Se,invece, non sarà così,state certi che prima o poi troverete quello che cercate,prima fra tutte la volontà di andare avanti.E sapete perchè?Perchè,se fate un passo indietro,tra il dubbio e la certezza,troverete la vostra vera forza,una cosa che sarà il motivo del vostro orgoglio per voi stessi,perchè vi siete dati coraggio e audacia per voler rischiare:la forza di scegliere.È nobile per me colui che si mette in gioco,che rischia un qualcosa,che infine sembrerà poco,per ottenere molto di più.È nobile per se stessi fare una cosa del genere,perchè essere sicuri in noi stessi è un fattore che viene da noi e deve basarsi su di noi,perchè se si basa sugli altri,prima o poi verrà a mancare,e fine dei giochi.È sempre stato così.
Mettiamoci in gioco.
giovedì 19 gennaio 2012
Persone
Ma che c'entrano l'arte,la conoscenza,gli hobby,lo shopping,il sesso(lo metto qua in mezzo con qualche riserva),i libri e le poesie,il lavoro dei nostri sogni, le emozioni e le sensazioni,gli sport,le religioni e qualsivoglia passatempo come risposta alla domanda "qual'è la cosa più bella che ci sia al mondo?".Io ho tutta una mia idea a riguardo e,come al solito,confrontandola con amici e conoscenti,è sempre stata la più insolita.
Il più grande spettacolo dopo il big bang,riformulazione stra-contemporanea della domanda di prima,sono tutte le persone.Ma proprio tutte.Dalle più cattive alle più buone,dagli stronzi ai gentili,dagli intelligenti agli stupidi e chi più ne ha,più ne metta.
E sapete perchè la penso così?
Tutto nasce da una semplice da una mia personale modifica di un proverbio.Penso sia capitato a tutti che un giorno,alzandoci dal letto e vivendo la solita giornata,di guardare una cosa oppure una persona che c'è sempre stata,e vederla con occhi diversi,sotto una prospettiva differente,che magari ci stupisce pure.Ecco,a me un giorno,parlando tra amici e conoscenti e sentendo dire da uno di questi il proverbio "il mondo è bello perchè è vario",mi è venuto da pensare.
Pensai al fatto che sia un pò incorretto perchè per me,l'aggettivo "bello" è spropositato o,meglio,non proprio azzeccato.Sono un realista,una cosa che mi condanna a considerare le 2 facce della medaglia.Perchè se è vero che ci sono anche gli amici,qualche parente e i nostri partner,ci sono i nemici,gli insopportabili(oggettivamene e soggettivamente,è chiaro),le persone maligne(si,ci sono anche quelle se non ve ne foste accorti),gli ipocriti e tutti quelli che ci hanno fatto,ci fanno e ci faranno soffrire.
È difficile da parte mia ammetterlo,anche perchè so che tutti abbiamo i nostri difetti e mi piace concentrarmi solo sul lato migliore delle persone che conosco e cerco anche di astenermi dal dare pregiudizi,ma credo che nessuno sia in grado di poter contraddire quello che ho scritto:è un dato di fatto.
Ma vedete,ogni persona che incontriamo,con cui parliamo e ci vediamo regolarmente, anche se ci farà soffrire,ci dà sempre qualcosa che ci fa pensare,che ci fa emozionare,che,insomma,ci fa vivere.È un pò astratto ed indefinito come pensiero,ma posso tranquillamente affermare che qualsiasi emozione,bella o brutta,che gli altri ci faranno provare,non non ci annoieremo mai.C'è sempre qualcosa da provare e da sentire,che sia buona o cattiva è importante solo nel particolare,che è importante,ma quando tutto passa,quando ci fermiamo e ci giriamo per vedere tutte le cose che abbiamo affrontato che ci hanno portato ad essere quel che siamo adesso,ci risulta essere più forti e più maturi di prima,e ci fa riflettere sull'utilità di quello che abbiamo passato,e mi fa sostenere che nella sua totalità,"il mondo non ti annoia,perchè è vario".
Il più grande spettacolo dopo il big bang,riformulazione stra-contemporanea della domanda di prima,sono tutte le persone.Ma proprio tutte.Dalle più cattive alle più buone,dagli stronzi ai gentili,dagli intelligenti agli stupidi e chi più ne ha,più ne metta.
E sapete perchè la penso così?
Tutto nasce da una semplice da una mia personale modifica di un proverbio.Penso sia capitato a tutti che un giorno,alzandoci dal letto e vivendo la solita giornata,di guardare una cosa oppure una persona che c'è sempre stata,e vederla con occhi diversi,sotto una prospettiva differente,che magari ci stupisce pure.Ecco,a me un giorno,parlando tra amici e conoscenti e sentendo dire da uno di questi il proverbio "il mondo è bello perchè è vario",mi è venuto da pensare.
Pensai al fatto che sia un pò incorretto perchè per me,l'aggettivo "bello" è spropositato o,meglio,non proprio azzeccato.Sono un realista,una cosa che mi condanna a considerare le 2 facce della medaglia.Perchè se è vero che ci sono anche gli amici,qualche parente e i nostri partner,ci sono i nemici,gli insopportabili(oggettivamene e soggettivamente,è chiaro),le persone maligne(si,ci sono anche quelle se non ve ne foste accorti),gli ipocriti e tutti quelli che ci hanno fatto,ci fanno e ci faranno soffrire.
È difficile da parte mia ammetterlo,anche perchè so che tutti abbiamo i nostri difetti e mi piace concentrarmi solo sul lato migliore delle persone che conosco e cerco anche di astenermi dal dare pregiudizi,ma credo che nessuno sia in grado di poter contraddire quello che ho scritto:è un dato di fatto.
Ma vedete,ogni persona che incontriamo,con cui parliamo e ci vediamo regolarmente, anche se ci farà soffrire,ci dà sempre qualcosa che ci fa pensare,che ci fa emozionare,che,insomma,ci fa vivere.È un pò astratto ed indefinito come pensiero,ma posso tranquillamente affermare che qualsiasi emozione,bella o brutta,che gli altri ci faranno provare,non non ci annoieremo mai.C'è sempre qualcosa da provare e da sentire,che sia buona o cattiva è importante solo nel particolare,che è importante,ma quando tutto passa,quando ci fermiamo e ci giriamo per vedere tutte le cose che abbiamo affrontato che ci hanno portato ad essere quel che siamo adesso,ci risulta essere più forti e più maturi di prima,e ci fa riflettere sull'utilità di quello che abbiamo passato,e mi fa sostenere che nella sua totalità,"il mondo non ti annoia,perchè è vario".
domenica 8 gennaio 2012
Amici Miei Atto Mio
È da quasi un mese che non scrivo.Spero che non vi siate preoccupati ma,sapete com'è,se avevo un momento libero durante le feste,l'ho passato a letto,obbligato da ritmi insostenibili.È difficile passare giorni frenetici con la media di 4 ore di sonno per notte,eppure non sono mai stato troppo stanco per non fare qualcosa(e adesso mi sembra il momento giusto per specificare che non tiro di naso).
Se devo passare del tempo con gli amici,le forze le trovo.E non è che mi piace far casino,ma mi bastano un tavolino,4 sedie,un caffè,delle sigarette ed un amico.
Trovo che quest'ultimo sia un concetto dilatato ormai,che nel normale linguaggio d'oggi si estenda dal "conoscente" al "fratello non di sangue".E io,che sono uno che pesa le parole,sono sempre stato un estremista a riguardo,a differenza di molte persone che,per carità,comprendo tranquillamente perchè,a proposito ovviamente delle persone che conosco,non vivono la mia condizione in fatto di amicizia.
Non voglio fare il superbo,perchè non c'è nulla di cui vantarsi nelle cose che capitano,al contrario di quelle che facciamo.Voglio solo scrivere riguardo una cosa in cui mi sento un privilegiato.
Ci siamo conosciuti in prima elementare ma,giustamente,non era tempo per bar e caffè,quindi ci si accontentava d'altro:un pallone ed un garage oppure un muro su cui disegnare dei pali.Ovviamente non si era "amici" come lo intenderò più tardi,ma semplici compagni di giochi,ma avevamo il nostro gruppo.
Passiamo alle medie.Io ero in una classe,mentre loro erano tutti nella stessa,scelta che non rimpiango perchè a me,il pomeriggio a scuola,ha fatto sempre schifo.Ed era il tempo dei "Big Match" con gli altri gruppi di ragazzini:scavalcavamo il cancello della scuola,andavamo nel cortile e si giocava sulla terra fino a quando si era stanchi.Tornavo a casa verso le otto,come un reduce di guerra che aveva strisciato nel fango per salvarsi.La reazione di mia madre?Non siamo in fascia protetta,mi dispiace!
Liceo.Tutti insieme appassionatamente,finalmente.Si iniziava ad uscire il sabato sera d'inverno,con orari di ritirata che adesso sono quelli di uscita,ma è normale!
E al liceo sapete tutti cosa accade per la prima volta,magari non al biennio,ma dal terzo anno è obbligatoria:La Ragazza.Con la R maiuscola,perchè è quella che per la prima volta ti fa battere il cuore,ti fa fermare il fiato nell'attesa di una risposta ad un'eventuale richiesta buttata lì,durante l'ennesima discussione su Msn(che Dio l'abbia in gloria) con Lei.Gli attimi vissuti con tutte quelle sensazioni che ti attraversano il corpo con questa intensità corrispondono per me al "vivere" in senso stretto.Ecco perchè voglio fare paracadutismo almeno una volta,o guardare dalla vetta di Machu Picchu.Ma sto divagando.
Io l'ho vissuta così.Datemi dell'imbecille,non mi interessa,male che vada vi risponderò che lo siete voi.
E con chi parli di queste cose?Con un amico.Lo stesso con cui parli di timori e gioie,lo stesso che ti conforta o festeggia con te.
Ovviamente non siamo un gruppo di sentimentalisti sensibili che parlano delle emozioni di ogni giorno in gruppo per far sì che diventi più facile affrontare i problemi che ogni giorno la vita ci mette davanti.A quel punto faremmo pure delle orge,senza offesa per nessuno.Se ne sceglie uno,quello che pensiamo sia il più fidato o il più adatto.Poi quando arrivano gli altri si fa casino.Penso che accada in qualsiasi gruppo di amici in tutto il mondo.
Negli anni si sono aggiunti anche altri,che non avevano nessuno con cui uscire o che ce l'avevano ma hanno preferito noi,perchè non mai stato tempo di differenze fra noi.Cerchiamo di trattarci tutti allo stesso modo.
Oggi siamo all'università:siamo in 5 qui a Pisa,ed altri in altre città oppure nella nostra città,dove ci ritroviamo sempre allo stesso bar,che non cambiamo da più di 4 anni,preferibilmente allo stesso tavolo,a parlare delle minchiate più svariate e affrontando discorsi seri sempre con una certa allegria e tonalità.Ma non siamo cambiati affatto:appena c'è un pallone e niente da fare,non c'è bar,tavolino,argomento,caffè o sigaretta che tenga.
Se devo passare del tempo con gli amici,le forze le trovo.E non è che mi piace far casino,ma mi bastano un tavolino,4 sedie,un caffè,delle sigarette ed un amico.
Trovo che quest'ultimo sia un concetto dilatato ormai,che nel normale linguaggio d'oggi si estenda dal "conoscente" al "fratello non di sangue".E io,che sono uno che pesa le parole,sono sempre stato un estremista a riguardo,a differenza di molte persone che,per carità,comprendo tranquillamente perchè,a proposito ovviamente delle persone che conosco,non vivono la mia condizione in fatto di amicizia.
Non voglio fare il superbo,perchè non c'è nulla di cui vantarsi nelle cose che capitano,al contrario di quelle che facciamo.Voglio solo scrivere riguardo una cosa in cui mi sento un privilegiato.
Ci siamo conosciuti in prima elementare ma,giustamente,non era tempo per bar e caffè,quindi ci si accontentava d'altro:un pallone ed un garage oppure un muro su cui disegnare dei pali.Ovviamente non si era "amici" come lo intenderò più tardi,ma semplici compagni di giochi,ma avevamo il nostro gruppo.
Passiamo alle medie.Io ero in una classe,mentre loro erano tutti nella stessa,scelta che non rimpiango perchè a me,il pomeriggio a scuola,ha fatto sempre schifo.Ed era il tempo dei "Big Match" con gli altri gruppi di ragazzini:scavalcavamo il cancello della scuola,andavamo nel cortile e si giocava sulla terra fino a quando si era stanchi.Tornavo a casa verso le otto,come un reduce di guerra che aveva strisciato nel fango per salvarsi.La reazione di mia madre?Non siamo in fascia protetta,mi dispiace!
Liceo.Tutti insieme appassionatamente,finalmente.Si iniziava ad uscire il sabato sera d'inverno,con orari di ritirata che adesso sono quelli di uscita,ma è normale!
E al liceo sapete tutti cosa accade per la prima volta,magari non al biennio,ma dal terzo anno è obbligatoria:La Ragazza.Con la R maiuscola,perchè è quella che per la prima volta ti fa battere il cuore,ti fa fermare il fiato nell'attesa di una risposta ad un'eventuale richiesta buttata lì,durante l'ennesima discussione su Msn(che Dio l'abbia in gloria) con Lei.Gli attimi vissuti con tutte quelle sensazioni che ti attraversano il corpo con questa intensità corrispondono per me al "vivere" in senso stretto.Ecco perchè voglio fare paracadutismo almeno una volta,o guardare dalla vetta di Machu Picchu.Ma sto divagando.
Io l'ho vissuta così.Datemi dell'imbecille,non mi interessa,male che vada vi risponderò che lo siete voi.
E con chi parli di queste cose?Con un amico.Lo stesso con cui parli di timori e gioie,lo stesso che ti conforta o festeggia con te.
Ovviamente non siamo un gruppo di sentimentalisti sensibili che parlano delle emozioni di ogni giorno in gruppo per far sì che diventi più facile affrontare i problemi che ogni giorno la vita ci mette davanti.A quel punto faremmo pure delle orge,senza offesa per nessuno.Se ne sceglie uno,quello che pensiamo sia il più fidato o il più adatto.Poi quando arrivano gli altri si fa casino.Penso che accada in qualsiasi gruppo di amici in tutto il mondo.
Negli anni si sono aggiunti anche altri,che non avevano nessuno con cui uscire o che ce l'avevano ma hanno preferito noi,perchè non mai stato tempo di differenze fra noi.Cerchiamo di trattarci tutti allo stesso modo.
Oggi siamo all'università:siamo in 5 qui a Pisa,ed altri in altre città oppure nella nostra città,dove ci ritroviamo sempre allo stesso bar,che non cambiamo da più di 4 anni,preferibilmente allo stesso tavolo,a parlare delle minchiate più svariate e affrontando discorsi seri sempre con una certa allegria e tonalità.Ma non siamo cambiati affatto:appena c'è un pallone e niente da fare,non c'è bar,tavolino,argomento,caffè o sigaretta che tenga.
sabato 10 dicembre 2011
Attesa
Caro popolo di blogghettari,sia lettori che scrittori,pensatori e giudicatori di post,ho un dubbio:
quando ho aperto questo blog mi sono promesso di scrivere con mano almeno un pò ispirata da un pensiero che avrei voluto condividere con voi,ma girando per i blog mi sono accorto che non tutti si basano su questo concetto,anche se infine,ovviamente,non è poi così male.
Ho un pubblico fisso limitato,questo è vero.Ma non ho il tempo di girare per i blog a casaccio,scrivendo qualche commento per farmi notare e far in modo che qualcun'altro noti il mio blog perchè,a quanto ho capito,è così che funziona.È un lavoro che preferisco fare nelle notti insonni che,per fortuna o purtroppo,in questo periodo mancano.
Ma sto divagando,scusatemi.Il mio dubbio è questo:è meglio scrivere aspettando che un pensiero valido ti entri in testa all'improvviso,oppure scrivere così,tanto per battere le dita sulla tastiera?
Senza offesa per i secondi,perchè alcuni che usano questo metodo riescono comunque ad attirare la mia attenzione,ma altri scrivono post senza fiamma,senza scintille,senza senso.Lo potete constatare anche voi,ne sono certo.
Quelli del primo gruppo invece sono in minoranza e scrivono meno frequentemente,ma comunicano.Cercano di ispirare come lo fa un libro,cercano di farci pensare,riflettere e concludere un qualcosa che è diverso per ognuno di noi visto che le esperienze che ci formano sono differenti per tutti,ed attendono che qualcuno lasci un commento,un pensiero,anche contrario,ma che farà sempre piacere.
Quindi a noi la scelta del timbro dei nostri post,la maniera di condividere e di far pensare,sempre se lo volete fare.Perchè io la mia scelta l'ho fatta tanto tempo fa,ma già che siamo qui voglio sapere la vostra.
quando ho aperto questo blog mi sono promesso di scrivere con mano almeno un pò ispirata da un pensiero che avrei voluto condividere con voi,ma girando per i blog mi sono accorto che non tutti si basano su questo concetto,anche se infine,ovviamente,non è poi così male.
Ho un pubblico fisso limitato,questo è vero.Ma non ho il tempo di girare per i blog a casaccio,scrivendo qualche commento per farmi notare e far in modo che qualcun'altro noti il mio blog perchè,a quanto ho capito,è così che funziona.È un lavoro che preferisco fare nelle notti insonni che,per fortuna o purtroppo,in questo periodo mancano.
Ma sto divagando,scusatemi.Il mio dubbio è questo:è meglio scrivere aspettando che un pensiero valido ti entri in testa all'improvviso,oppure scrivere così,tanto per battere le dita sulla tastiera?
Senza offesa per i secondi,perchè alcuni che usano questo metodo riescono comunque ad attirare la mia attenzione,ma altri scrivono post senza fiamma,senza scintille,senza senso.Lo potete constatare anche voi,ne sono certo.
Quelli del primo gruppo invece sono in minoranza e scrivono meno frequentemente,ma comunicano.Cercano di ispirare come lo fa un libro,cercano di farci pensare,riflettere e concludere un qualcosa che è diverso per ognuno di noi visto che le esperienze che ci formano sono differenti per tutti,ed attendono che qualcuno lasci un commento,un pensiero,anche contrario,ma che farà sempre piacere.
Quindi a noi la scelta del timbro dei nostri post,la maniera di condividere e di far pensare,sempre se lo volete fare.Perchè io la mia scelta l'ho fatta tanto tempo fa,ma già che siamo qui voglio sapere la vostra.
martedì 15 novembre 2011
Ipocrisia
Vicino casa mia c'è una chiesa (mai entrato e mai pensato di entrarci,magari un giorno ne parleremo),e l'altro giorno c'era un Rom,o un marocchino,ma insomma ci siamo capiti,che con il suo cartello con su scritto qualcosa con un pennarello,che se ne stava seduto lì davanti al portone della chiesa,a testa bassa e con la sua ciotola per i soldi.
Tutto regolare insomma.Proprio mentre passo io si avvicina un gruppo di vecchiette che,entrando in chiesa,non considerano nemmeno di striscio quel povero "Cristo" che chiedeva qualche spicciolo.Ho voluto mettere tra virgolette "Cristo" perchè io,come farebbe un buon spettatore davanti ad una simile messinscena,ho avuto un principio di risata che ho trattenuto,e subito dopo la mente mi è andata a finire su un passo del vangelo che avevo letto qualche anno prima(si,ho letto i vangeli,ma per cultura generale e curiosità,cioè come ho fatto anche per "L'illusione di Dio"),che adesso ho cercato e ho ri-scoperto che si trova nel vangelo di Matteo e dice:
Quindi torno al titolo.
Quando si ostenta un ideale,un principio ideologico o qualsivoglia criterio di comportamento,ma se ne pratica un altro se non l'opposto,entra in campo,a furor di popolo,l'ipocrisia.
La dimostrazione d'ipocrisia che preferisco è forse quella che abbiamo praticato tutti almeno una volta,perchè "siamo esseri umani e ci viene naturale" direbbe qualsiasi di noi:fingere simpatia per qualcuno che effettivamente non ha la nostra simpatia.La cosa si svolge in due atti,di cui il primo consiste nell'approccio diretto con il soggetto,incorniciato da sorrisi,battute e domande su comuni interessi,mentre nel secondo...bè,mi viene difficile generalizzare il secondo atto,ma ci siamo capiti.
Mi accade con una persona sola.
Tranquilli,non mi professo come il messia dei buoni rapporti,anzi.Perchè farlo con una persona sola, significa che ho già allontanato persone che non mi sono mai piaciute e che non mi piaceva avere intorno,cosa che comprende determinate azioni.L'ho fatto perchè ho sempre dato più importanza a poche relazioni buone e sincere che a molte finte,e io non mi limito a condividerlo solo su Facebook,ma metto in pratica questo principio.
Tutto regolare insomma.Proprio mentre passo io si avvicina un gruppo di vecchiette che,entrando in chiesa,non considerano nemmeno di striscio quel povero "Cristo" che chiedeva qualche spicciolo.Ho voluto mettere tra virgolette "Cristo" perchè io,come farebbe un buon spettatore davanti ad una simile messinscena,ho avuto un principio di risata che ho trattenuto,e subito dopo la mente mi è andata a finire su un passo del vangelo che avevo letto qualche anno prima(si,ho letto i vangeli,ma per cultura generale e curiosità,cioè come ho fatto anche per "L'illusione di Dio"),che adesso ho cercato e ho ri-scoperto che si trova nel vangelo di Matteo e dice:
"Venite, benedetti da mio Padre, entrate nel Regno preparato per voi fin dall'inizio del mondo.
Perché avevo fame, e voi mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato dell'acqua, ero straniero e mi avete ospitato nella vostra casa,
ero nudo e mi avete dato dei vestiti, ero malato ed in prigione e siete venuti a trovarmi!"
Quindi torno al titolo.
Quando si ostenta un ideale,un principio ideologico o qualsivoglia criterio di comportamento,ma se ne pratica un altro se non l'opposto,entra in campo,a furor di popolo,l'ipocrisia.
La dimostrazione d'ipocrisia che preferisco è forse quella che abbiamo praticato tutti almeno una volta,perchè "siamo esseri umani e ci viene naturale" direbbe qualsiasi di noi:fingere simpatia per qualcuno che effettivamente non ha la nostra simpatia.La cosa si svolge in due atti,di cui il primo consiste nell'approccio diretto con il soggetto,incorniciato da sorrisi,battute e domande su comuni interessi,mentre nel secondo...bè,mi viene difficile generalizzare il secondo atto,ma ci siamo capiti.
Mi accade con una persona sola.
Tranquilli,non mi professo come il messia dei buoni rapporti,anzi.Perchè farlo con una persona sola, significa che ho già allontanato persone che non mi sono mai piaciute e che non mi piaceva avere intorno,cosa che comprende determinate azioni.L'ho fatto perchè ho sempre dato più importanza a poche relazioni buone e sincere che a molte finte,e io non mi limito a condividerlo solo su Facebook,ma metto in pratica questo principio.
Ed il tutto ultimamente lo faccio ignorando le persone interessate.
Dopo anni di studi con discussioni spaventose,urla a più non posso ed insulti scambiati,sono arrivato all'indifferenza,cosa che solitamente si pratica solo con gli ex per dimenticarli ma anche in queste occasioni è un'ottima medicina.
Dopo anni di studi con discussioni spaventose,urla a più non posso ed insulti scambiati,sono arrivato all'indifferenza,cosa che solitamente si pratica solo con gli ex per dimenticarli ma anche in queste occasioni è un'ottima medicina.
Effetti collaterali?Scopriteli da soli,se ci sono.
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